lunedì 27 gennaio 2014

Piano di prevenzione della corruzione

Se per qualcuno potesse essere utile, pubblico la mia proposta di piano anticorruzione, rimodulata da diversi materiali reperiti.
Il vero punto sta nel far partire un discorso di formazione, condivisione e prevenzione come cultura all'interno dell'Amministrazione. E questo non si fa soltanto con la carta.
PIANO ANTICORRUZIONE ENTE MEDIO-PICCOLO

mercoledì 15 gennaio 2014

Prove di slides per leggere e provare a capire la legge di stabilità 2014, disposizioni per i Comuni

Dopo un lungo silenzio, pubblico di seguito il link di due presentazioni, che utilizzerò con chi lavora insieme a me, per impostare il lavoro sui cambiamenti 2014 della legge di stabilità, norme per i Comuni e, in particolare tributi locali.
Sono fin d'ora grato a chi mi segnalasse errori o migliorie.
La parte relativa ai conti "presunti" del Fondo di solidarietà comunale rappresenta ancora abbastanza un arcano...
PRESENTAZIONE PARTE PRIMA
PRESENTAZIONE PARTE SECONDA

mercoledì 21 agosto 2013

E' morto il fax?


Dal decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, coordinato con la legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98, pubblicata il 20 agosto e in vigore dal 21 agosto 2013 (oggi).
Fra le novità, circa l’uso del fax tra pubbliche amministrazioni:
1) Art. 14 Misure per favorire la diffusione del domicilio digitale
c. 1-bis. All'articolo 47, comma 2, lettera c), del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dopo le parole: "di cui all'articolo 71" sono inserite le seguenti: ". E' in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax".
c. 1-ter. All'articolo 43 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, il comma 3 e' sostituito dal seguente: "3. L'amministrazione procedente opera l'acquisizione d'ufficio, ai sensi del precedente comma, esclusivamente per via telematica.
Le due norme modificate diventano:
Art. 47. Dlgs 82/2005  Trasmissione dei documenti attraverso la posta elettronica tra le pubbliche amministrazioni
1.  Le comunicazioni di documenti tra le pubbliche amministrazioni avvengono mediante l'utilizzo della posta elettronica o in cooperazione applicativa[1]; esse sono valide ai fini del procedimento amministrativo una volta che ne sia verificata la provenienza. 
1-bis.  L'inosservanza della disposizione di cui al comma 1, ferma restando l'eventuale responsabilità per danno erariale, comporta responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare. 
2.  Ai fini della verifica della provenienza le comunicazioni sono valide se:
a)  sono sottoscritte con firma digitale o altro tipo di firma elettronica qualificata;
b)  ovvero sono dotate di segnatura di protocollo di cui all'articolo 55 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; 
c)  ovvero è comunque possibile accertarne altrimenti la provenienza, secondo quanto previsto dalla normativa vigente o dalle regole tecniche di cui all'articolo 71. E' in ogni caso esclusa la trasmissione di documenti a mezzo fax.
d)  ovvero trasmesse attraverso sistemi di posta elettronica certificata di cui al decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 2005, n. 68.
Articolo 43 DPR 445/2000  Accertamenti d'ufficio
1.  Le amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni oggetto delle dichiarazioni sostitutive di cui agli articoli 46 e 47, nonché tutti i dati e i documenti che siano in possesso delle pubbliche amministrazioni, previa indicazione, da parte dell'interessato, degli elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dall'interessato. (L)
2.  Fermo restando il divieto di accesso a dati diversi da quelli di cui è necessario acquisire la certezza o verificare l'esattezza, si considera operata per finalità di rilevante interesse pubblico, ai fini di quanto previsto dal decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 135, la consultazione diretta, da parte di una pubblica amministrazione o di un gestore di pubblico servizio, degli archivi dell'amministrazione certificante, finalizzata all'accertamento d'ufficio di stati, qualità e fatti ovvero al controllo sulle dichiarazioni sostitutive presentate dai cittadini. Per l'accesso diretto ai propri archivi l'amministrazione certificante rilascia all'amministrazione procedente apposita autorizzazione in cui vengono indicati i limiti e le condizioni di accesso volti ad assicurare la riservatezza dei dati personali ai sensi della normativa vigente. (L)
"3. L'amministrazione procedente opera l'acquisizione d'ufficio, ai sensi del precedente comma, esclusivamente per via telematica. (prima era: Quando l'amministrazione procedente opera l'acquisizione d'ufficio ai sensi del precedente comma, può procedere anche per fax e via telematica)-
Rimane in vigore il comma 6 di questo articolo 43, che dice:
6. I documenti trasmessi da chiunque ad una pubblica amministrazione tramite fax, o con altro mezzo telematico o informatico idoneo ad accertarne la fonte di provenienza, soddisfano il requisito della forma scritta e la loro trasmissione non deve essere seguita da quella del documento originale.
Riflessioni:
1)    A mio avviso, stante la manifesta incompatibilità tra le nuove disposizioni e le precedenti (art. 15 delle Preleggi, abrogazione tacita) NON è più possibile accertare la provenienza e quindi acquisire validamente alcun documento tramite FAX da una Pubblica Amministrazione, né acquisirlo in sede di accertamenti d’ufficio;
2)    E’ invece ancora possibile farlo Da e Verso soggetti Privati (in virtù del comma 6 dell’art. 43, che è rimasto in vigore).
Ergo, dalle disposizioni di cui sopra, modificate, dedurrei che la trasmissione di documenti tra il ns. Comune e altre Pubbliche Amministrazioni, possa da oggi in poi avvenire e sia valida solo:
1)    Con posta elettronica semplice, a condizione che il documento sia firmato digitalmente o altra firma elettronica, oppure abbia la “segnatura di protocollo” (banalmente, la carta intestata e numero e data di protocollo)
2)    Con posta elettronica certificata, anche per documenti non firmati digitalmente
3)    Mediante consultazione diretta degli archivi dell’altra Amministrazione.
In teoria avrei qualche dubbio persino per la Posta cartacea, che è vero che non è esclusa com’è ora scritto per il fax, ma non è nemmeno prevista nell’art. 47. A buonsenso direi che hanno ragione di esistere trasmissioni postali di documenti o fascicoli voluminosi, ma le semplici richieste di atti, comunicazioni, lettere, trascrizioni, etc. dovrebbero viaggiare solo più tramite Mail, pena la solita “responsabilità dirigenziale e responsabilità disciplinare”. Questo anche per rispondere in modo concreto alle norme che impongono revisioni di spesa e risparmi nella attività corrente delle pubbliche amministrazioni.
Infine, concretamente, cosa ne direste se da oggi NON protocollassimo più in arrivo nessun FAX da Pubbliche Amministrazioni e scrivessimo loro (via mail, è ovvio) che aspettiamo la trasmissione elettronica?



[1] Con cooperazione applicativa si intende: la capacità di uno o più sistemi informativi di avvalersi, ciascuno nella propria logica applicativa, dell’interscambio automatico di informazioni con gli altri sistemi.

mercoledì 14 agosto 2013

Qualche modello per i controlli interni...

Dopo parecchio tempo, profittando del rallentamento estivo, pubblico qualche modello che potrebbe esserci utile per fare in modo rapido e preciso i controlli interni successivi.

Comune di 
Modulistica – Piano annuale 2013
Introduzione
Questo documento viene redatto dal Segretario Generale, incaricato dal Regolamento approvato dal C.C. con atto n. __ del __________ (in seguito il regolamento) e dall’art. 147 e seguenti del TUEL 267/2000 della direzione del sistema dei controlli interni dell’Ente.
Comprende un breve manuale che riassume regole e procedure, la modulistica da utilizzare, il Piano dei controlli in sede di prima attuazione per il 2013, anno d’avvio per il quale sono previste almeno due sessioni di controllo.
Manuale del controllo interno successivo di regolarità amministrativa e contabile
L’Organo che svolge il controllo secondo l’art. ___ del regolamento è il Segretario comunale. Nel caso in cui questi gestisca, il Sindaco incaricherà un altro Segretario della zona per questi atti.
Gli artt. 8 e 9 del regolamento illustrano gli altri principi (imparzialità, tempestività, trasparenza, condivisione, standardizzazione) che ispirano il controllo, e le finalità cui deve tendere (monitoraggio e migliore qualità di procedure e atti, standardizzazione di procedure, sollecito dell’autotutela, coordinamento dell’Ente).
A regime il controllo successivo si svolgerà per trimestri solari, di norma entro il mese seguente. Nel primo anno si svolge una volta entro il 15 ottobre 2013, per gli atti assunti dal 1° febbraio al 30 settembre, e una volta entro il 31 gennaio 2014 per gli atti assunti dal 1° ottobre al 31 dicembre.
Cosa si controlla:
1)      Determinazioni di spesa
2)      Contratti
1)      Altri atti amministrativi dell’Ente, tra cui ordinativi in economia, decreti, ordinanze, provvedimenti autorizzativi e concessori di diversa natura (e anche ad esempio accertamenti tributari, provvedimenti sanzionatori,  autotutele, liquidazioni, altri accertamenti d’entrata etc.). In sede di conferenza dei Responsabili si stabilisce il catalogo più preciso degli atti da verificare.

Come si controlla:
1)      La scelta degli atti avviene per campione, a sorte. Tutte le aree organizzative devono essere coinvolte; se possibile, si valuterà almeno un intero procedimento per ciascuna area in occasione di ciascun controllo;
2)      La regolarità del procedimento e il rispetto delle norme sono verificati in base agli 8 parametri di cui all’allegato modulo. La valutazione può essere: 3 (Conforme), 2 (Sostanzialmente conforme ma con rilievi di miglioramento), 1 (Non conforme). Il punteggio fornisce un indice medio di conformità.
Piano dei controlli
Il Piano annuale sarà stabilito dal Segretario generale entro gennaio. Per il primo anno, viene presentato e concordato con i Responsabili d’Area, a partire dal presente documento.
Secondo il regolamento deve venire controllato almeno il 10% delle determinazioni di impegno di spesa e dei contratti di importo superiore a 5.000 euro, per ciascuna area, oltre ad un ragionevole numero degli altri atti amministrativi, se possibile pari al 5% per ogni categoria individuata.
Il Segretario sorteggia insieme ai Responsabili gli atti da controllare, chiede alle Aree di rendere disponibile la documentazione e si aggiorna per l’esame.
Documento finale

Per consentire la relazione semestrale ed annuale di cui all’art. 13 del Regolamento, ciascuna sessione di controllo si conclude con un verbale riassuntivo e l’allegazione delle singole schede di verifica come da modello allegato.

IL MODELLO DI SCHEDA potrebbe essere:

Controllo successivo di regolarità amministrativa e contabile
Numero 1
Data 01/08/2013
Tipo Atto: Determinazione Numero: 10 del 31/07/2013
Oggetto: Autorizzazione lavoro straordinario Importo: € 3.000,00
Area: Amministrativa
Tipologia: Altro
Indicatori di legittimità, di qualità e coerenza con gli obiettivi
3,2,1 (*)
RISPONDENZA A NORME E REGOLAMENTI: l’atto rispetta le norme comunitarie, statali, regionali e i regolamenti
3
TRASPARENZA: l’atto in esame è pubblicato secondo le disposizioni che lo riguardano, all’Albo e sul Sito comunale
3
PRIVACY: i dati personali e sensibili sono trattati correttamente
3
PROCEDIMENTO: il procedimento è corretto
3
RISPONDENZA A NORME INTERNE: l’atto è conforme alle circolari e direttive interne dell’ente
3
QUALITA’ DELL’ATTO: è comprensibile e adeguatamente motivato, il dispositivo è chiaro e coerente con la premessa
3
AFFIDABILITA’: i richiami sono corretti, la documentazione è completa e conservata, i tempi sono adeguati in rapporto alla complessità del procedimento
3
COERENZA CON GLI OBIETTIVI: conforme al Programma di mandato, alla RPP/Bilancio, PEG e Performance
2
Indice medio di conformità
2,875

Osservazioni, anche per il caso in cui siano attribuiti punteggi inferiori a 3


Il modello può essere integrato con una stampa unione con un database excel o simili, dove siano importabili i dati degli atti da controllare.

Come sempre graditi i suggerimenti :-)

mercoledì 15 maggio 2013

Provare a capirci qualcosa del Dlgs 33/2013 e sul riordino della Trasparenza...

Il 20 aprile è entrato in vigore il Decreto legislativo di riordino dei vari obblighi in materia di trasparenza per le pubbliche amministrazioni, emanato in base alla delega conferita con legge 190/2012.
Per cercare di riordinare le idee, ho coordinato le norme in un buon numero di slides, per cominciare a discuterne con tutti i colleghi e collaboratori dei Comuni dove lavoro.
Saranno graditi tutti i commenti e sopratutto le correzioni e gli aiuti per avere un quadro organico.
Di seguito il link dove è possibile scaricare il file. Se qualcuno volesse utilizzare la presentazione, sarò grato fin d'ora se vorrà indicare la fonte.

https://dl.dropboxusercontent.com/u/3166713/Traspa.ppt

giovedì 7 marzo 2013

Una "Bozza" di piano anticorruzione


Elaborato a partire da materiale reperito in rete, e cercando di semplificare dove possibile, ecco un primo schema al quale stiamo lavorando:
Per l’anno 2013 l’articolo 34-bis del decreto legge 179/2012 ha prorogato il termine di approvazione del piano anticorruzione al 31 marzo 2013.
La legge 190/2012 rinvia alle intese in sede di Conferenza unificata la fissazione degli adempimenti e dei termini riservati agli enti locali per la stesura del Piano: “entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, attraverso intese in sede di Conferenza unificata di cui all'articolo 8 comma 1 del decreto legislativo 281/1997, si definiscono gli adempimenti, con l'indicazione dei relativi termini, delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano e degli enti locali, nonché degli enti pubblici e dei soggetti di diritto privato sottoposti al loro controllo, volti alla piena e sollecita attuazione delle disposizioni della presente legge, con particolare riguardo:
a) alla definizione, da parte di ciascuna amministrazione, del piano triennale di prevenzione della corruzione, a partire da quello relativo agli anni 2013-2015, e alla sua trasmissione alla regione interessata e al Dipartimento della funzione pubblica (omissis)”.
Si potrebbe quindi pensare di aspettare le intese in Conferenza unificata.
E’ stato fatto notare che la proposta di Piano deve essere tempestivamente predisposta dal responsabile della prevenzione della corruzione; se poi fosse commesso un reato di corruzione, accertato con sentenza passata in giudicato, il responsabile della prevenzione sarebbe chiamato a risponderne personalmente qualora non potesse dimostrare di aver predisposto, prima della commissione del fatto, il Piano e di aver vigilato sulla sua applicazione ed osservanza.
Prudente quindi elaborare e proporre all’approvazione comunque un Piano in attesa che vengano raggiunte le citate intese, per poi adeguarlo secondo gli indirizzi che verranno espressi.
Per queste motivazioni, il sottoscritto Dr. ______________, nominato responsabile della prevenzione della corruzione con decreto del sindaco numero ______ del _________, propone il seguente schema di “Piano provvisorio anticorruzione” contenente anche i primi adempimenti in materia di selezione e formazione del personale addetto ai settori più esposti:

Piano provvisorio anticorruzione
Selezione e formazione del personale destinato a operare nei settori esposti

1. Individuazione delle attività a più elevato rischio di corruzione
Per ogni area sono comunque ritenute attività a più elevato rischio di corruzione i procedimenti che riguardano:
a)      autorizzazioni, concessioni, permessi, licenze, irrogazione di sanzioni, verifiche fiscali e istituti deflattivi del contenzioso;
b)      concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici e privati;
c)      scelta del contraente per l’affidamento di lavori, servizi, forniture, locazioni attive e passive, concessione di beni e servizi, tutte le procedure successive relative alla esecuzione dei contratti e ai relativi collaudi e liquidazioni;
d)      concorsi e prove selettive per l’assunzione di personale, collaboratori, consulenti.
Altre attività a più elevato rischio di corruzione per singoli servizi secondo la classificazione del bilancio e avuto riguardo alla concreta organizzazione e attività del Comune:[1]
Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo:
Ufficio tecnico = scelta del contraente per l’affidamento di lavori, servizi, forniture, con particolare attenzione alle procedure “in economia”, approvazione di varianti in corso d’opera di lavori, contabilità finali.
Funzioni di polizia locale:
Polizia municipale = compiti di vigilanza e verifica di pubblica sicurezza.
Polizia commerciale e amministrativa = verifiche ed ispezioni presso gli esercenti.
Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente:
Urbanistica e gestione del territorio = attività di rilascio dei titoli abilitativi all’edificazione (permessi, DIA, SCIA), verifiche ed ispezioni di cantiere, urbanistica negoziata (piani attuativi e piani integrati di intervento), pianificazione urbanistica generale ed attuativa.
Edilizia residenziale pubblica locale e piani di edilizia economico-popolare = assegnazione degli alloggi.
3. Meccanismi di formazione, attuazione e controllo delle decisioni idonei a prevenire il rischio di corruzione.
Formazione: i provvedimenti conclusivi devono riportare in narrativa la descrizione del procedimento svolto, richiamando tutti gli atti prodotti - anche interni – per addivenire alla decisione finale. In tal modo chiunque via abbia interesse potrà ricostruire l’intero procedimento amministrativo, anche valendosi dell’istituto del diritto di accesso.
I provvedimenti conclusivi devono sempre essere motivati con precisione, chiarezza e completezza. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell'amministrazione, in relazione alle risultanze dell'istruttoria. Particolare attenzione va posta a rendere chiaro il percorso che ci porta ad assegnare qualcosa a qualcuno, alla fine di un percorso trasparente, legittimo e finalizzato al pubblico interesse (buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione).
Lo stile dovrà essere il più possibile semplice e diretto. E’ preferibile non utilizzare acronimi, abbreviazioni e sigle (se non quelle di uso più comune). E’ opportuno esprimere la motivazione con frasi brevi intervallate da punteggiatura. Quindi, sono preferibili i paragrafi con struttura elementare composti da soggetto, predicato verbale, complemento oggetto.
Questo per consentire a chiunque, anche a coloro che sono estranei alla pubblica amministrazione ed ai codici di questa, di comprendere appieno la portata di tutti i provvedimenti.
Di norma ogni provvedimento conclusivo prevede un meccanismo di “doppia sottoscrizione”, dove firmino a garanzia della correttezza e legittimità sia il soggetto istruttore della pratica, sia il titolare del potere di adozione dell’atto finale. Tale modalità va obbligatoriamente adottata in tutti i casi in cui, per il limitato organico a disposizione, non sia possibile la “rotazione” del personale preposto alle attività.
Nelle procedure di gara o di offerta, anche negoziata, ovvero di selezione concorsuale o comparativa, si individui sempre un soggetto terzo con funzioni di segretario verbalizzante “testimone”, diverso da coloro che assumono le decisioni sulla procedura.
Attuazione: si ribadisce, anche per i profili di responsabilità disciplinare, che il criterio di trattazione dei procedimenti a istanza di parte è quello cronologico, fatte salve le eccezioni stabilite da leggi e regolamenti.
Anche in fase attuativa (ad esempio per liquidazioni, collaudi, controlli successivi sui destinatari di permessi etc.) si utilizzi il sistema della “doppia firma” (l’istruttore propone, il responsabile verifica – se del caso a campione – e poi dispone).
Controllo: ai fini della massima trasparenza dell’azione amministrativa e dell’accessibilità totale agli atti dell’amministrazione, per le attività a più elevato rischio, i provvedimenti conclusivi il procedimento amministrativo devono essere assunti di norma in forma di determinazione amministrativa o, nei casi previsti dall’ordinamento, di deliberazione, decreto od ordinanza.
Determinazioni, decreti, ordinanze e deliberazioni, come di consueto, sono prima pubblicate all’Albo pretorio online, quindi raccolte nelle specifica sezione del sito web dell’ente e rese disponibili, per chiunque, a tempo indeterminato. Qualora il provvedimento conclusivo sia un atto amministrativo diverso, si deve provvedere comunque alla pubblicazione sul sito web dell’ente a tempo indeterminato, adottando le eventuali cautele necessarie per la tutela dei dati personali e garantire il c.d. diritto all’oblio.
Per economia di procedimento gli aspetti potenzialmente collegati al rischio corruzione verranno controllati nelle periodiche verifiche sull’attività amministrativa previste dal Regolamento per i controlli interni.
4. Obblighi di informazione nei confronti del responsabile chiamato a vigilare sul funzionamento e sull'osservanza del piano.
I provvedimenti conclusivi, diversi dalle deliberazioni e dalle determinazioni, pubblicati in sezioni del sito web differenti rispetto a quella dedicata alla raccolta permanente di determinazioni e deliberazioni, sono in tal modo disponibili per il responsabile della prevenzione della corruzione.
Come prassi già operativa, si prevede la materiale trasmissione di tutte le determinazioni assunte al Segretario generale, che le visionerà anche nella veste di responsabile della prevenzione.
5. Monitoraggio del rispetto dei termini, previsti dalla legge o dai regolamenti, per la conclusione dei procedimenti.
Il monitoraggio del rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti è oggetto del più ampio programma di misurazione e valutazione della performance individuale e collettiva e di controllo della gestione.
Il rispetto dei termini di conclusione dei procedimenti sarà oggetto di verifica anche in sede di esercizio dei controlli preventivo e successivo di regolarità amministrativa previsti dal regolamento comunale sui controlli interni.
6. Monitoraggio dei rapporti tra l'amministrazione e i soggetti che con la stessa stipulano contratti o che sono interessati a procedimenti di autorizzazione, concessione o erogazione di vantaggi economici di qualunque genere, anche verificando eventuali relazioni di parentela o affinità sussistenti tra i titolari, gli amministratori, i soci e i dipendenti degli stessi soggetti e i dirigenti e i dipendenti dell'amministrazione.
Le verifiche saranno svolte in sede d’esercizio dei controlli preventivo e successivo di regolarità amministrativa previsti dal regolamento comunale sui controlli interni.
In quella sede, a campione, si verificherà la sussistenza di eventuali vincoli di parentela o affinità, in base ai dati anagrafici disponibili.
Si richiama il dovere di segnalazione ed astensione in caso di conflitto di interessi di cui al nuovo art. 6 bis della legge 241/90 (Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale) con la richiesta di intervento del soggetto che, in base ai regolamenti dell’Ente, deve sostituire il soggetto potenzialmente interessato.
7. Individuare specifici obblighi di trasparenza ulteriori rispetto a quelli previsti da disposizioni di legge.
Come già precisato, qualora il provvedimento conclusivo del procedimento sia un atto amministrativo diverso dalla deliberazione o dalla determinazione, si deve provvedere comunque alla pubblicazione sul sito web dell’ente a tempo indeterminato.
Il provvedimento finale, e ogni altro atto – anche interno – che sia utile alla comprensione del procedimento e non leda il diritto alla riservatezza delle persone, dovrà essere pubblicato sul sito web dell’ente. La pubblicazione è sempre a tempo indeterminato, con le garanzie previste per la tutela dei dati personali. L’adeguamento del sito web dell’ente ai principi qui contenuti avverrà comunque entro il 31 dicembre 2013.
8. Selezione e formazione del personale
In via provvisoria, sino a che sarà possibile avvalersi anche delle iniziative formative previste su base nazionale dalla legge 190/2012, si stabilisce il seguente piano formativo, a livello di ente, per il personale addetto alle attività individuate ai sensi del paragrafo 1:
-          almeno una giornata di presentazione generale della normativa e del piano anticorruzione a livello di ente, con la discussione delle modalità pratiche di attuazione;
-          attività formative specifiche, in forma seminariale, per il personale segnalato dai Responsabili della Aree e più direttamente addetto alle procedure di scelta del contraente, al rilascio di permessi, autorizzazioni e vantaggi economici, verifiche e ispezioni, procedimenti sanzionatori e simili (almeno 2 entro un anno dall’approvazione del piano, almeno ___ persone formate).
Il responsabile della prevenzione della corruzione


[1] Parte integrabile e modificabile secondo la peculiare realtà.

FERIE RESIDUE ANNO PRECEDENTE, PROROGA DEL TERMINE DEL 30 GIUGNO, VINCOLI E SANZIONI


In tempi di vincoli di ogni tipo, ad inizio anno ritorna sempre la questione delle ferie dell’anno precedente da esaurire da parte del personale.
Ho provato a raccogliere qualche idea.
COMMENTO RIPRESO QUASI TESTUALMENTE DALL’ ORIENTAMENTO ARAN 1501
Le disposizioni in materia di ferie di cui all’art. 10 D. Lgs n. 66 del 2003, come modificato dal D. Lgs n. 213 del 2004 devono, necessariamente, essere interpretate ed applicate in relazione alle previsioni di fonte contrattuale.
Si ritiene opportuno premettere che il coordinamento delle due fonti, pone anche problemi di interpretazione della fonte legale. A tale proposito, si fa rinvio anche agli orientamenti applicativi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, diramati con circolare n. 8 del 3 marzo 2005.
L’Aran in proposito dice:
Si ricorda che la fonte legale (art. 10, comma 1 del D. Lgs. n. 66/2003, come modificato dall’art. 1 del D. Lgs. n. 213/2004), prevede specifiche disposizioni in merito alla fruizione delle ferie annuali retribuite, che si possono così riassumere:
a1) diritto ad un periodo annuale non inferiore a 4 settimane;
b1) diritto alla fruizione di almeno due settimane nell’anno di maturazione (le due settimane devono essere consecutive a richiesta espressa del lavoratore);
c1) fruizione del restante periodo minimo di due settimane nei 18 mesi successivi all’anno di maturazione;
d1) la salvaguardia di quanto previsto dalla contrattazione collettiva, relativamente alle “modalità di fruizione”
Parallelamente, la fonte contrattuale  prevede “altre” disposizioni, in merito alle modalità di fruizione, così riassumibili:
a2) fruizione di tutto il periodo di ferie nel corso dell’anno solare di riferimento;
b2) diritto alla fruizione, su espressa richiesta del dipendente, di almeno 2 settimane continuative nel periodo 1 giugno – 30 settembre, nel rispetto dei turni prestabiliti;
c2) in deroga alla previsione ricordata al punto a2), possibilità di fruizione entro il primo semestre dell’anno successivo, ma limitatamente al caso di “indifferibili esigenze di servizio”;
d2) in deroga alla previsione ricordata al punto a2), possibilità di fruizione entro aprile dell’anno successivo, ma limitatamente al caso di “motivate esigenze di carattere personale” del dipendente;
e2) in deroga alla previsione ricordata al punto d2), possibilità di fruizione in deroga ai limiti di giugno e aprile, limitatamente al caso di “impedimento derivante da malattia o infortunio del lavoratore”.
Venendo al più delicato problema del coordinamento tra le due fonti, si ritiene opportuno suggerire la seguente lettura:
1) non v’è alcun dubbio sul fatto, che la previsione di fonte contrattuale sia “prevalente” rispetto a quella della fonte legale, in quanto “trattamento più favorevole per il dipendente”; resta ferma ovviamente la sanzionabilità amministrativa esclusivamente per la violazione del trattamento minimo di legge (mancata fruizione delle due settimane entro il 31/12);
2) si ritiene  che anche la previsione di fonte contrattuale di cui al punto b2) introduca - rispetto alla previsione sintetizzata in b1) - un trattamento di “miglior favore per il dipendente”; pertanto essa deve essere senza alcun dubbio applicata, in quanto obbligo assunto contrattualmente; anche in questo caso, tuttavia, non potrà prescindersi dal rispetto dell’obbligo minimo di legge, ossia la fruizione di almeno 2 settimane nell’anno di maturazione; resta sempre ferma – come già detto – la sanzionabilità amministrativa per la sola violazione di legge;
3) infine, si ritengono  tuttora vigenti (e vincolanti per il datore di lavoro) le deroghe di cui ai punti c2), d2), e2), previste dal medesimo contratto collettivo, naturalmente strettamente condizionate al verificarsi delle fattispecie ivi stabilite; anche in questo caso, tuttavia, la norma legale richiamata nel punto c1), rappresenta un “minimo” non derogabile.
Si ricorda, da ultimo, anche con riferimento a quanto suggerito al predetto punto 3), il significativo richiamo, contenuto nella circolare ministeriale, al fatto che “nei casi di sospensione del rapporto di lavoro” (esempio maternità) che rendano impossibile fruire delle ferie, secondo il principio della infra-annualità, le stesse dovranno essere godute nel rispetto del principio dettato dall’art. 2109 del Codice Civile”.
La lettura suggerita da Aran è ispirata, innanzitutto, ad un criterio prudenziale, anche in considerazione della possibilità di incorrere nelle sanzioni amministrative di cui all’art. 18-bis del citato D. Lgs. n. 66/2003, nonché di eventuale contenzioso con i dipendenti e possibile affermazione di responsabilità per inadempimento contrattuale del datore di lavoro.
Essa sembra inoltre confortata da alcuni passaggi contenuti nella circolare ministeriale, in particolare dal richiamo, ivi contenuto, alla possibilità che la contrattazione collettiva possa prevedere “un termine massimo di fruizione del periodo di ferie ‘minore’ di quello individuato dal legislatore, ferma restando la punibilità della sola violazione di legge”.

VALUTAZIONI PRATICHE E CONCLUSIONI

Il rispetto dei limiti legali (2 settimane fruite entro l’anno, altre 2 settimane fruite entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione) è l’unico sanzionato legalmente (e come tale da ritenersi indisponibile contrattualmente, in quanto collegato ai principi costituzionali di salvaguardia della salute del lavoratore). La sanzione è:
 In caso di violazione delle disposizioni previste dall’ articolo 10, comma 1, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 600 euro. Se la violazione si riferisce a più di cinque lavoratori ovvero si è verificata in almeno due anni, la sanzione amministrativa è da 400 a 1.500 euro. Se la violazione si riferisce a più di dieci lavoratori ovvero si è verificata in almeno quattro anni, la sanzione amministrativa è da 800 a 4.500 euro e non è ammesso il pagamento della sanzione in misura ridotta
Dunque, tecnicamente, se al 31.12.2012 una persona ha 32 giorni di ferie residue del 2012, in teoria è un problema! Dovrebbe averne di residue del 2011, ma aver fatto almeno 10 giorni del 2012! Al di là della “imputazione” è però importante che almeno le due settimane nel 2012 le abbia fatte, e questo è difficile che non succeda. Così come sarà difficile che le altre due non le fruisca entro il 30 giugno di due anni dopo (i 18 mesi successivi). In generale si potrebbe dire che ogni persona, per essere sempre a posto, dovrebbe fruire di almeno 20 giorni in un anno (ovvero di 24 se avesse l’orario articolato su 6 giorni).
Il rispetto dei più stretti limiti contrattuali (30 aprile – 30 giugno) è invece sanzionato solo tra le parti, per inadempimento. Dovrebbe essere possibile derogarvi, con l’accordo delle parti.
Può andare bene la richiesta delle RSU accettata dall’Amministrazione; tuttavia un Responsabile che volesse tutelarsi appieno potrebbe farsi fare anche una accettazione della proroga anche dal lavoratore medesimo. L’optimum forse è una comunicazione al lavoratore che “lo mette in ferie” per i periodi previsti, e la richiesta del lavoratore medesimo di venire a lavorare lo stesso!
La questione oggi è che, da metà 2012, le ferie maturate e non godute non potranno essere pagate al momento della fine del rapporto di lavoro.
A mio avviso si potrebbe ipotizzare, nel caso degli Enti locali con 32 giorni di ferie/festività soppresse, che 20 giorni (le 4 settimane di legge) vadano comunque fatte e esaurite, nel 18 mesi. Alla fine di quel periodo, le eventuali 12 giornate non fruite, finirebbero con l’essere definitivamente perdute.
Siccome la materia è un poco confusa, e lo rimango comunque un poco anch’io, resto aperto a soluzioni diverse che qualcuno volesse eventualmente prospettare, oppure se vi fossero interpretazioni o sentenze in merito che non conosco.